Inps: Cassa Integrazione il caos generato

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Nella sezione news Milano trovi tutti gli aggiornamenti sull’emergenza Covid-19 in Lombardia, Milano e provincia.

Gestire le richieste pervenute di cassa integrazione sta certamente diventando un dramma. Se l’Inps non avrà una repentina e immediata presa di posizione si farà la fame dopo lutti e malattie. Molte persone sono ormai da quasi un mese senza lavoro in attesa della cassa integrazione. La situazione è grave, a tal punto che il governatore Fontana si dice pronto a garantire, come regione, i pagamenti della cassa integrazione al posto dell’Inps grazie a un accordo con Abi.

E’ evidente il disaccordo attuale sulla linea di condotta tra Governo e Regioni, non ci resta che aspettare le nuove direttive sul da farsi in ambito tecnico economico sul futuro economico prossimo delle aziende italiane.

Per il momento non ci resta che seguire gli aggiornamenti quotidiani, su quello che è il dialogo tra Regioni e Governo, per capire dove verterà la dialettica politica in ambito economico

Molte regioni non hanno ancora ufficializzato la data da cui sarà possibile inoltrare le istanze.
Questo comporta clamorosi ritardi che spostano in avanti la data di liquidazione ai lavoratori delle somme maturate per la Cig in Deroga, a cui sono ammesse tutte le aziende escluse dai trattamenti ordinari di integrazione salariale, per un totale di circa 2,6 milioni di lavoratori beneficiari.

Uno scenario a dir poco critico e grigio, con modalità diverse da regione e regione, che rendono difficili e tutt’altro che rapidi i tempi di erogazione degli importi: infatti, solo al termine dell’invio delle domande e dell’iter procedurale regionale viene comunicato l’esito all’Inps, che potrà provvedere al pagamento. È evidente, quindi, il grande dispendio di energie fisiche e nervose per i Consulenti del Lavoro, impegnati a combattere contro il tempo, i disservizi informatici e le procedure burocratiche per assicurare ai lavoratori dipendenti delle aziende assistite il giusto sostegno.

Ma l’esasperazione sociale, in costante crescita, sta creando anche tensioni diffuse, sfociate in tentativi di aggressione a Consulenti del Lavoro, erroneamente percepiti o ritenuti dai lavoratori quali responsabili della mancata percezione delle somme maturate a titolo di ammortizzatori sociali.

Commercialisti (e cittadini) furenti per via del caos nell’invio delle domande per il bonus previsto per i liberi professionisti e la cassa integrazione per le aziende erogati dallo Stato con l’emergenza coronavirus. Tra i cittadini in attesa di ricevere somme spesso vitali e lo Stato ci sono i commercialisti, presi tra due fuochi.

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